Euforia

Euforia

Oggi esce nelle sale il secondo film da regista di Valeria Golino, Euforia. Parla di noi e del nostro fascismo interiore, del nostro conformismo. Parla della ricerca della libertà, prima ancora che della (possibile?) felicità. Siamo al preciso punto del fino a qui tutto bene. Ci sono due fratelli Matteo (Riccardo Scamarcio) ed Ettore (Valerio Mastandrea). Matteo vive nell’apparente soddisfazione di una vita libera, leggera, senza tabù di sorta. Sembrerebbe felice. E invece dentro soffre, si sente ridicolo, non meritevole, un fenomeno da baraccone. Si droga per affrontare le giornate fingendo sia per diletto. Ettore è solido, autorevole e burbero il giusto. Quando scopre di essere malato inizia, suo malgrado, un percorso forzato di autenticità che aumenta con l’avvicinarsi della fase terminale. Che Matteo vorrebbe censurare. E intorno la famiglia, gli amici, una ex moglie (Isabella Ferrari) e un nuovo e vero amore (Jasmine Trinca) che si alternano ad un ritmo dolce e impetuoso terribilmente simile alla realtà. La vitalità del film è altissima, è un film che parla con forza dell’ esistenza, dei confini a cui siamo capaci di relegarla e di come lei riesce a sfuggirci di mano, per fortuna, sempre. Per portarci laddove dobbiamo evolvere. E se abbiamo la Grazia, riusciamo a cogliere la bellezza e la spietata perfezione di questo gioco sacro, come accade, magnificamente, nel finale.  E’ un film molto intimo e personale ma allo stesso tempo racconta qualcosa della nostra epoca, del nostro paese e della nostra economia, anche. Il problema non è la caduta, ma l’atterraggio. E’ ampio lo sguardo della Golino e minuzioso e pieno di amore per il cinema. Cast spettacolare magistralmente diretto. Film italiano dell’anno.

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