Berlino in famiglia

Berlino in famiglia

Visitare Berlino con i miei bambini di 4 e 7 anni è stato bello e intenso, tra nuovi ricordi e “revisioni” di quelli del 2008, quando l’ho vista per la prima volta e dappertutto c’erano cantieri e lavori in corso. Adesso la città cambia in modo meno plateale, sembra stia vivendo un assestamento delle forme. Il boom immobiliare continua a galoppare, anche grazie all’immigrazione italiana di intere famiglie (c’è un bel documentario intitolato “Ciao Italia” che parla di questo) ma si è spostato dal centro verso la periferia. Ci hanno raccontato che da un paio d’anni è diventato normale vedere per strada veri e propri “casting”: file di persone in coda che aspettano il loro turno al colloquio per tentare di aggiudicarsi il contratto d’affitto. Senza casting – fortunatamente – ma semplicemente chiedendo agli amici (ormai tutti ne abbiamo che vivono all’estero) abbiamo trovato un appartamento vicino alla stazione della metropolitana Hermanplatz (fermata delle linee U7 e U8) che per sei giorni ci ha fatto perfettamente da base.IMG_7091Indispensabile per viaggiare sui mezzi pubblici e usufruire delle entrate ridotte nei più importanti musei e attrazioni della città è stata la Welcome Card .  Berlino è una città enorme e la sua rete metropolitana e di autobus permette di raggiungere tutte le zone rapidamente e in sicurezza, anche di sera. I biglietti non sono proprio economici e i controlli sono molto frequenti. La Welcome Card, come unico biglietto da obliterare solo la prima volta,  ha validità da 48 ore a 6 giorni in base all’ opzione scelta e consente una tariffa vantaggiosa per viaggi illimitati in tutte e tre le zone del trasporto urbano: A – centro, B – fino ai confini della città (aeroporto Tegel) e C – hinterland (aeroporto Schönefeld). Ogni Welcome Card è valida per un adulto e due bambini ed è acquistabile on-line .IMG_7141Grazie alla piccola cucina attrezzata la mattina prima di uscire preparavamo un’abbondante colazione alla tedesca che funzionava da pasto principale e poi facevamo dei break nelle panetterie dove si trovano mille tipi diversi di pane e le torte tradizionali a prezzi ottimi. In particolare da Thoben, una catena con negozi in vari punti della città, le fette di torta vanno dai 0,69 ai 90 centesimi cad. Sconsigliati  (almeno in inverno) i panini imbottiti perché dappertutto vengono serviti esclusivamente freddi, secondo la normativa vigente (“solo in Italia scaldate i panini” ci hanno risposto da dietro il bancone, con una punta di disapprovazione). Ottimo il cibo tipico cucinato al momento, soprattutto fritto, delle bancarelle dei Mercatini di Natale sparse in tutta la città: prezzi medi di 4/5 euro per razione abbondante.  La nostra spesa alimentare si è quindi suddivisa tra questi assaggi “di strada” e il piccolo supermarket Edeka vicino casa. Rientrando a fine giornata cucinavamo ancora qualcosa di veloce, fermarsi fuori a cena era impensabile per il freddo, perché i bambini avevano bisogno di rilassarsi e perché sarebbe diventato un costo eccessivo. L’unica sobria eccezione è stato un buon brunch all’ Hard Rock Cafè in compagnia di Babbo Natale per la gioia dei bambini e con l’esibizione live del cantante jazz Dwight Thompson per il grande piacere degli adulti.IMG_7330Siamo arrivati con delle attività già programmate per il primo giorno, con l’idea di osservare i bambini e capire se nei giorni successivi avremmo potuto alternare luoghi a loro dedicati con cose un po’ più per noi, tipo la visita al Pergamonmuseum, uno dei musei archeologici più importanti del mondo che nei giorni del nostro viaggio del 2008 avevamo trovato chiuso per restauro. E’ stato subito chiaro che se per Benedetta, la maggiore, era tutto entusiasmante, compresi i viaggi sui mezzi, le lunghe camminate con il freddo e il cambiare ambiente più volte nell’arco della giornata, per Federico non era altrettanto facile. Faceva fatica a camminare e soprattutto nei primi giorni era infastidito dagli spostamenti necessariamente veloci della metropolitana. Una volta arrivati a destinazione la curiosità e l’osservazione si accendevano anche in lui ma era appunto l’attività a misura di bambino che lo rendeva disponibile ad aprisi e quindi niente Porta di Ishtar, nemmeno questa volta. I Giardini di Natale sono stati la  nostra prima tappa. Questo festival della contemplazione si trova all’interno dei Giardini Botanici che per l’occasione vengono ricoperti di luce dal grande light designer Andreas Boehlke e diventano uno spettacolo in cui natura e magia celebrano l’attesa del Natale. Sono immensi e le installazioni luminose disegnano un percorso ricchissimo che dura circa due ore. All’interno si trovano bancarelle di cibo e vin brûlé e tutto l’itinerario è perfettamente percorribile anche con i passeggini o le carrozzine.  I Giardini di Natale sono un evento relativamente nuovo per Berlino, questa è la seconda edizione ma penso diventeranno un classico, come suggeriscono anche i risultati della stagione 2016: 120000 biglietti venduti e uno dei parchi più importanti della città riportato in vita, nonostante il fermo vegetativo. “Grazie per avermi portato qui” mi ha detto Benedetta mentre camminavamo verso l’uscita. IMG_7235Subito dopo, io e lei soltanto, siamo andate  – vestite uguali –  a teatro. Abbiamo indossato durante tutto il viaggio la linea bio ed ecosostenibile per “mamma e figlia” di Corahappywear e questa per Benny è stata la ciliegina sulla torta essendo lei nella dolcissima fase in cui prima viene la mamma e poi Elsa, la Principessa Leila e Wonder Women. Si è veramente creata una complicità particolare  e i vestiti sono caldi e adatti ai diversi momenti della giornata, per cui chicca consigliatissima per rendere ancora più  speciale un bel momento. IMG_7253Al Friedrichstadt-Palast, sul palcoscenico più grande del mondo (2.854 metri quadrati) abbiamo visto The One Grand Show, uno spettacolo di varietà, in teoria adatto a bambini dai dieci anni in su. La magnificenza della messa in scena, tra acrobati di altissimo livello, giochi di fuoco e di acqua, costumi incredibili (cinquecento pezzi disegnati da Jean Paul Gautier), cento artisti a rotazione e tutto quello che è possibile immaginare in una produzione dal budget che sfiora gli undici milioni di euro potrebbero essere secondo me degli ottimi motivi per abbassare la soglia dell’età indicata ai sei anni, sebbene forse alcune coreografie possano risultare leggermente spinte ma – paradossalmente – solo ad un pubblico adulto. Un bambino non percepisce la trasgressione nel movimento del corpo ma semplicemente gioisce del movimento stesso. La storia racconta i sogni e ricordi di un’epoca finita, legata a quello che una volta era un teatro magnifico, pieno di fasto. Un personaggio ricorda in parallelo la sua storia personale e tutta l’attesa che ancora vive per l’unico e grande amore, sfiorato più volte e mai raggiunto. La bellezza e la grandiosità di questo show sono uno spettacolo per gli occhi e per il cuore, soprattutto per i più piccoli, da quello che è stata la nostra esperienza, quindi in caso visitiate la città a breve è molto consigliato.The-One-Grand-Show_web_v5Un’altra possibilità per rimanere stupiti e un luogo unico al mondo da vedere insieme ai bambini è il MachMit a Pranzlaurberg, il più popoloso quartiere d’Europa. Questo “Museo per bambini” dai 4 ai 12 anni, compie quest’anno 25 anni e continua ad essere uno dei posti dedicati all’infanzia più all’avanguardia. Si tratta di una chiesa sconsacrata rimasta intatta all’esterno e completamente riprogettata all’interno. Al primo piano i pavimenti in resina sono in pendenza per correre e scivolare meglio, c’è una barca in legno al centro della pianta e su uno dei lati un laboratorio artigianale a vista, in cui di volta in volta lo staff prepara dei pezzi nuovi da inserire nel circuito mostra. Si arriva al secondo piano con dei gradoni in legno che ricordano il teatro greco e davanti a questi c’è un telo per le proiezioni. Al secondo piano, in quella che era la navata centrale, c’è un labirinto verticale sospeso in legno in cui i bambini esplorano uno spazio inedito a loro dedicato. Ai lati di questa struttura ci sono una serie di postazioni a isola, sempre in legno, in cui si svolgono diversi laboratori con grande abbondanza di materiale per  bambini e per adulti. Il costo d’entrata si può dire simbolico (5 euro cad.) se confrontato con l’ esperienza: i bambini hanno interagito con l’ambiente e tra di loro un intero pomeriggio. In questo museo si sta senza scarpe e ci sono grandi divani per il riposo dei genitori. All’interno del percorso mostra, noi abbiamo visto quella sui Nativi Americani ma ce ne sono molte e diverse durante l’anno, si trovano degli addetti che propongono dei piccoli “racconti manuali”, cioè parlano del tema della mostra mentre fanno qualcosa di inerente e semplice con i bambini che si avvicinano.  E’ un posto essenziale e senza fronzoli in cui si percepisce un forte senso di collettività e un livello alto di cura sociale verso le nuove generazioni. IMG_7589IMG_7595IMG_1445IMG_7601Imperdibili da visitare con i bambini sono anche i Mercatini di Natale: siamo stati un pomeriggio intero in quello di Alexander Platz, con tanto di giro sulla ruota panoramica e vin brûlé (i bambini no) a bordo della pista di pattinaggio sul ghiaccio. IMG_7361Più di sfuggita abbiamo visto quello di Kaiser-Wilhelm-Gedächtniskirche, la Chiesa della Memoria, da cui l’angelo Demiel nel film “Il cielo sopra Berlino” osserva i berlinesi. Volevamo salire anche noi sulla torre ma si può solo fino a Ottobre, in compenso guarderemo tutti insieme il film durante le vacanze di Natale. Altre due attrazioni specifiche per i bambini che abbiamo visitato sono il Lego Discovery Center e il Sea-Life. Il Lego Discovery Center è in Potsdammer Platz, proprio di fianco al Museo del Cinema. E sarà perché magari avrei preferito appunto il Museo del Cinema, oppure perché il biglietto d’entrata per quattro non è propriamente economico, oppure perché si trova in due piani seminterrati ed è relativamente piccolo, non so se può rientrare a pieno titolo nei luoghi da visitare con bambini a Berlino. Ci sono certo tutta una serie di postazioni in cui i bambini possono giocare coi Lego, c’è una giostra (anzi due, ma l’esplorazione dei dinosauri era fuori uso) e tantissimi personaggi costruiti a grandezza uomo (con Benedetta abbiamo partecipato al workshop per costruire un mega Darth Vader) ma il luogo e l’esperienza rimangono in un certo senso anonime, perché sono slegate dal contesto urbano ma nemmeno così eccezionali da riuscire a crearne uno loro.  Aqua Dome & Sea Life è invece l’acquario di Berlino e, sebbene non possa essere confrontato al nostro di Genova, ha una torre d’acqua di 25 metri che si percorre dall’interno sostando in una capsula ascensore che giustifica la visita e regala un’esperienza particolare ai bambini. Gratuita e magnifica la visita all’interno della cupola del palazzo del Reichstag, sede del Parlamento. Bisogna prenotarsi on line, con almeno due ore d’anticipo richieste (ma realisticamente servono tre giorni per trovare una fascia oraria libera) e portare i documenti per le verifiche all’ ingresso.IMG_7889Tutto il resto della città lo abbiamo visto per strada ed è forse la parte del viaggio meno descrivibile. La neve in Potsdammer Platz, la Porta di Brandeburgo, la Torre della Televisione, il Mitte, i quartieri residenziali e quelli semiperiferici, le decorazioni natalizie che si accendevano nel buio, le librerie e i Café del nostro quartiere sono la “nostra parte” di visione, di noi “grandi”. Per Benedetta, a sorpresa, il ricordo più fervido è la classicissima Porta di Brandeburgo. Per Federico Aqua Dome e la Cupola del Bundestag, “da qui lanciano i razzi, mamma?” FullSizeRenderBerlino è un viaggio di famiglia per spostarsi nel mitico “nord”, dove tutto funziona e migliora costantemente, restando vicini a casa e trovando un contesto dai servizi molto ben organizzati e fruibili da genitori con anche più di due figli. Il costo della vita mi è sembrato assimilabile al nostro, a volte, al supermercato per esempio, inferiore. I bambini sotto i sei anni fanno quasi tutto gratuitamente, motivo per cui è una meta adatta anche a viaggi con i piccolissimi, magari preferendo la primavera e l’ estate. Per i genitori resta, come per tutti, una delle più affascinanti città europee, vissuta con qualche gioiosa fatica in più.

Altre foto del viaggio sul mio profilo Instagram.

 

 

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