LUIGO DA DENTRO

LUIGO DA DENTRO

DSC_8538m
Luigo era un ragazzo benestante prima che dilapidasse completamente il suo patrimonio, ereditato alla morte dei genitori, per finanziare i suoi show personali e mettere in scena le sue diverse identità. Semplicemente ha speso tutto per pagare una serie di personaggi, a vederli anche “ persone normali”, che in cambio di un po’ di contanti gli facevano fare una parte nel loro pezzo di mondo. Un assistente universitario arrotondava la borsa di ricerca facendogli tenere qualche lezione come professore ospite davanti ai suoi studenti. Un sacerdote gli faceva dire messa ogni tanto (solo le infrasettimanali), in cambio di qualche generosa offerta per restaurare il crocefisso d’epoca. E tanti altri ruoli giù in città, con una discreta rete di collaboratori pronti a partecipare a queste sceneggiate private. Ne’ per truffa ne’ per eversione, semplicemente un modo per racimolare qualche soldo in più per i collaboratori e un esercizio di stile per Luigo e i suoi occhi che desideravano una visuale più ampia della vita. Poi i soldi finiscono, arrivano “LaSbanca” e “InEquitalia” e inizia il film. 
I film di Stefano Usardi, amico e collega Dams Cinema a Bologna, immatricolazione anno 2000, sono tre finora. Gli altri due sono “27”  del 2011 e  “Il mio giorno” del 2013  – ultima interpretazione di Sergio Fiorentini –  e in tutti il filo rosso è il tema della percezione, ambito a cui Stefano ha dedicato anche il suo dottorato di ricerca in Spagna. Per “27” ho collaborato ai dialoghi della sceneggiatura,  per “Il mio giorno” ho, in maniera del tutto casuale, organizzato una proiezione a Saronno che si è poi rivelata tra le più partecipate dell’arena estiva 2015. E per LUIGO mi sono occupata dell’organizzazione generale del film, motivo per cui questo non è un pezzo di critica cinematografica ma più una riflessione personale, dopo un lavoro che a ritmi alterni è durato quasi due anni e  prima dell’imminente prima uscita nazionale al Kinodromo lunedì prossimo, e del tour del film in varie città (qui gli aggiornamenti su luoghi e date).
LUIGO, se pure con le difficoltà tipiche del cinema indipendente italiano, è stata un’esperienza – manifesto di una linea produttiva ideale. Siamo riusciti a lavorare con un budget relativamente piccolo ma completamente nostro, senza contributi statali, il che ha reso i tempi di lavorazione umani e la dispersione di energia dedicata alla burocrazia minima, rispetto al solito. Questo per scelta della FiFilm Production di Caterina Francavilla che, l’8 Dicembre 2015, ha deciso di produrre in questi termini LUIGO dopo aver visto a Feltre “Il mio giorno” e dopo aver letto la sceneggiatura. Ho preparato il film da casa mentre i bambini erano all’asilo, con Caterina ad Agordo, Stefano in collegamento diretto un po’ da Belluno e un po’ da Bologna per i primi sopralluoghi e Paolo Ravanini, assistente di Stefano, in collegamento da Verona. 
Prima dell’inizio del set ci siamo visti di persona una sola volta, c’era anche Giampiero Sanzari, (musiche) e Luca Orlandi (d.o.p) per un paio di giorni ad Agordo, immersi nella neve.
A Marzo 2016 si è formata la troupe, quasi completamente bolognese e poi a Giugno sono iniziate le riprese, cinque settimane dense che ho potuto seguire a distanza grazie alla collaborazione preziosa di Chiara Trerè, super ispettrice di produzione su un set in cui tutti hanno dato il massimo.
A Febbraio 2017 dopo montaggio e post produzione il film era pronto e abbiamo iniziato le iscrizioni ai festival più grossi, mirando – soprattutto io, a dire il vero – a Venezia. 
Quando a Luglio ci hanno scritto per dirci che il film era interessante ma non ci prendevano, ci ho provato a pensarlo che non me ne fregava niente di quella congrega di vecchi parrucconi ma ha funzionato poco perché per un bel po’ ci sono rimasta male lo stesso. Stefano diceva che lo sapeva. Caterina non diceva niente. E da Settembre stiamo iscrivendo il film ai festival più “piccoli”, come forse avremmo potuto fare già da prima se non avessi accarezzato il sogno segreto di andare in gondola con Ai Weiwei. La distribuzione è stata un’altra fase spinosa. E’ stato in generale più facile coinvolgere aziende in sponsor o in partnership che approdare ad una distribuzione classica. Abbiamo risolto organizzando un tour del film direttamente con gli esercenti e stiamo a vedere cosa succederà. 
La cosa bella di Luigo è che fa ridere oppure arrabbiare.
Un racconto allegro e dissacrante delle nostre grandi sfide quotidiane: identità, debito, lavoro, relazioni e fantasiose quanto rocambolesche ricerche di vie di fuga dal sistema di controllo. 
Luigo visto da dentro, Luigo visto da fuori. Prossimi esercizi di stile in arrivo.
Copia di DSC_9035m2In apertura Stefano Usardi sul set “Casa Luigo” con Giovanni Morassutti che interpreta Zeno, il fratello invasato di yoga di Luigo.  Qui sopra Luigo (Angelo Colombo) che apre la porta di casa all’ispettore di InIquitalia (Giuseppe Antignati).
Le foto sono di Benedetta Manzi.
Annunci