I pomodori dello zio Italo

I pomodori dello zio Italo

Vagavo nel disordine di casa mia in preda a brutti pensieri sulla crisi economica e i suoi effetti sul mondo e sulla mia vita. Cosa faccio se non mi rinnovano il contratto, come ci organizziamo col rientro della bambina, come faccio ad andare a recuperala dalla nonna col traffico delle sei – menomale che la nonna c’è –  come faccio a farcela.

Inspira, espira e inizia a non fare andare a male i pomodori. Ho aperto il frigo e  ho fissato i cassoni degli ortaggi. Con una certa concentrazione ho svuotato circa 8kg di pomodori  nel lavello pieno d’acqua e rimboccandomi le maniche  ho tirato fuori:

sacchetti dell’umido

contenitori di plastica a chiusura ermetica

coltello seghettato nero (il mio preferito)

piatto

tagliere (che non ho usato).

Per sporcare il meno possibile ho messo direttamente il sacchetto dell’umido sul piano di lavoro vicino al lavello. Quindi:

ho lavato e aperto in 4 i pomodori

ho tolto e buttato  i semini e il picciolo nell’umido

i quarti di pomodoro puliti li ho riuniti in un piatto e li ho tagliati a dadi grossolani  riempiendo un tupperware alla volta.

Alla fine, circa due ore dopo con inclusa pausa caffè, avevo un bel po’ di scatole di plastica dall’interno rosso che insieme davano coraggio. Ho aperto il freezer e ce le ho messe dentro alla meglio, sorvolando per ora sui contenitori di latte materno,  pappe monoporzione,  pane, carne e fagioli cotti, tantissimi.

E così ho una bella scorta di pomodori dell’orto bio dello Zio Italo, già tagliati e pronti all’uso. Mi faranno risparmiare tempo e mi ricorderanno il gusto della prima estate trascorsa  con la consapevolezza tutta nuova di essere mamma.

E anche che le mamme sono sagge e scaltre e non si arrendono.

E anche che sarebbe interessante acquistare un freezer a pozzetto e comprare le verdure di stagione quando sono in offerta per congelarle già pronte da cuocere.

E poi che ci vuole tattica e allenamento per affrontare i momenti difficili.